Qual è il vostro cibo preferito?

Ecco! Per Linda è il pollo con i peperoni perché glielo cucinava suo papà, e non è solo per il gusto ma anche per il profumo mentre lo preparava con tanta cura. Inoltre Linda è attaccata a quel piatto anche per le parole dolci che l’accompagnavano e per la vivida immagine che non sbiadiva nella nebbia dei suoi ricordi da piccina.

Linda veut du poulet!” è ambientato in Francia ed è in lingua francese ma il personaggio del papà è italiano, rispecchiando la reale co-direzione dei due registi. Il film è sfrenato e divertentissimo in uno stile dal tratto svelto e delizioso, un turbine di colori che riflettono le personalità monocromatiche dei personaggi: i toni più caldi per i vivacissimi bambini e le tinte più fredde e serie per gli adulti. I grandi cercano di essere più razionali anche se Malta e Laundbech non ne limitano le goffaggini e i loro tratti infantili. Mentre i bambini sono rappresentati nella loro misura più pura, libera e anarchica. Come gruppo di curiosi capricciosi ma anche “responsabili” e solidali, colorano una piazza facendone una comunità in festa attraverso il loro sfrenato chiasso sano. Una parata bizzarra tra i palazzoni e i negozi gestiti da stranieri di seconda generazione con il continuo libero sfogo del gioco.

Il film è ambientato nella cornice di una giornata di sciopero, dove tutto è chiuso e i grandi tacciono, si parla perciò a tutto tondo di ribellione: i bambini in piazza sono i sovversivi manifestanti, energici bisognosi di esprimersi e di aiutarsi spassionatamente. C’è da imparare in questa semplicità di unione ideale di quartiere, di persone, di giocatori delle parti. Sulla prospettiva verso il pubblico al quale è rivolto il film sono importanti le parole della regista e sceneggiatrice Chiara Malta dette in un’intervista al Giffoni Film Festival:

“é un film che ho scritto per i bambini. Di solito i registi dicono che quando scrivono un film non pensano a un pubblico. Invece io questo l’ho scritto pensando al pubblico, per dargli proprio soddisfazione al bambino. Per farlo divertire, e poi in qualche modo anche per valorizzarli i bambini. Per dargli qualcosa di bello, interessante, non stupido. Per non rimpicciolirli ma per ingigantirli.”

“Linda e il pollo!” ha una gestione emotiva equilibrata, adatta anche per gli adulti – si concede pure qualche smaliziato doppio senso – ma soprattutto ha un ritmo strepitoso e una composizione tra le più libere e divertenti dell’animazione per bambini (?) recente. Tutto è stilizzato e curato in punta di pennello dal candore dello slapstick (le gag fisiche) alla delicata rielaborazione di una perdita attraverso il ricordo.

Lo studio cromatico a chiazze di colore ricorda l’estetica “psicologica” della Pixar di “Inside Out“. I personaggi monocolore esprimono la propria personalità con immediatezza, e hanno una resa incredibile soprattutto nelle scene notturne, in cui nel buio il colore si assottiglia facendosi contorno esistenziale – rendendo i personaggi più sottili e delicati mantenendo però la loro anima genuina, libera e sempre viva.

  • Le foto sono della proiezione “Cinema nel terreno” del 12/08/26 a Begato, quartiere del Cige, nella periferia di Genova

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