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John Carpenter aveva previsto Di Maio

John Carpenter aveva previsto la mezz’ora di internet al giorno.

Un tempo si parlava di “un quarto d’ora di celebrità per tutti” ad oggi le priorità sono cambiate.

Ieri il vostro [sti gran cazzi mica l’ho votato] nuovo splendido, sbarbato, sgrammaticato e disinformato ministro Di Maio ha dichiarato che ogni cittadino avrà diritto a 30 minuti di internet gratuito al giorno; è stato chiaro sin da subito che il nuovo ministro non è mai stato un grande frequentatore di biblioteche comunali.

Internet ormai è diventato un bisogno primario come cagare, mangiare, eiaculare/squirtare e pisciare [odio il sessismo quindi utilizzo tutte le terminologie, non fate i moralisti]. Internet è il nostro nuovo dio, ogni epoca ne ha uno e a noi tocca questo dio: minore ma pur sempre iracondo come gli altri. Il web genera il mostro divora realtà per eccellenza: l’ignoranza.

Quando è iniziato l’uso ossessivo compulsivo del nuovo medium? Sicuramente l’11 settembre è una data fondamentale per quanto riguarda l’involuzione dell’intelletto; la diffusione spasmodica di immagini e fake-news trova la sua genesi proprio in questa nefasta data.

C’è chi però aveva già previsto la forza ed il misticismo del nuovo mezzo comunicativo: John Carpenter.

1987 esce nelle sale Prince of Darkens: 3 milioni per un box office di 14.182.492 milioni di dollari. Carpenter scrive e dirige quello che per me è uno dei suoi capolavori più rappresentativi.

Un gruppo di scienziati si ritrova in una chiesa sconsacrata alle prese con la traduzione di un manoscritto copto/latino. Un demone, forse alieno, forse solo frutto dell’uomo, prova in ogni modo a contaminarli. Al di fuori della chiesa domina un’apatia pandemica, portata avanti da Alice Cooper (mio eroe adolescenziale). Insomma non starò qui a raccontarvi la trama, il film ve lo dovete guardare: SUBITO.

Gli scienziati pian piano vengono vampirizzati dal nuovo demone che, come un moderno Orpheus, prova anche lui ad uscire dallo specchio:

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[Orpheus-Jean Cocteau, 1950]

2

[Prince of Darkness-John Carpenter, 1987]

L’Oprheus post-moderno prova ad uscire dagli specchi, ovvero dagli occhi degli esseri umani; occhi in grado di creare terrore e amore. La scena è dominata da un cilindro sacro – un totem del male – circondato da vari Pc, il tutto immerso all’interno di una chiesa.

La nuova entità vive attraverso i nuovi mezzi, viaggia veloce come le immagini, generando terrore e insicurezza.

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Forse Carpenter aveva già previsto tutto, sapeva già che oggi l’uomo avrebbe riposto le proprie speranze in questo nuovo mezzo in grado di accorciare le distanze; distorcere le informazioni; far perdere senso ad ogni parola. Gli zombi che si aggirano intorno alla chiesa altro non sono che il futuro popolo del web alle prese con speranze da riporre e pensieri votati al nulla. La nuova tecnologia prende vita anche nei sogni dei protagonisti, destinati a cadere in un sonno R.E.M. in formato VHS. Non esiste più il pensiero libero, tutto viene filtrato dal demone moderno destinato ad entrare con prepotenza nelle vite di ognuno di noi, anche al di fuori del Cinema; basti pensare al semplice fatto che mi state leggendo attraverso uno schermo/specchio, ed io sto componendo le mie parole proprio su di esso.

Torniamo alla fonte di ispirazione di questo scanzonato pensiero, la nostra “mezz’ora di internet al giorno”, forse riusciremo a capire quali siano davvero le nostre priorità, ormai siamo schiavi di questo nuovo medium. Liberiamoci e torniamo a parlarci, senza dimenticarci che siamo sempre stati liberi di farlo ma per pigrizia, o per comodità, abbiamo smesso.

Facciamo come i personaggi di Carpenter: specchiamoci senza paure, immergiamoci nel pensiero altrui.

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