Pochi giorni fa è mancato Lucio Manisco, giornalista e parlamentare. In pochi però sanno che Manisco ha preso parte ad un movimento artistico italiano di cui si parla sempre meno il Gruppo Forma 1. Manisco lo dichiara ai microfoni di Teledurruti, un programma web di approfondimento culturale ideato da Fulvio Abbate.

In questa breve intervista Manisco racconta un aneddoto simpatico riguardante Picasso e gli esponenti del Gruppo.

Tutto questo giro di parole ha come solo ed unico scopo quello di parlarvi del Gruppo Forma 1, nella speranza di incuriosirvi. Siamo nel secondo dopoguerra: l’Italia si libera lentamente dalle macerie del conflitto mondiale e dell’arte di regime — quest’ultima, però, con maggiore difficoltà. Forma 1 nasce proprio dall’esigenza di rompere radicalmente con le correnti artistiche dell’epoca. Il manifesto del movimento esprime una volontà decisa di sottrarsi alle logiche delle avanguardie che si rifanno ad una concezione prettamente psicologica dell’arte. Per il Gruppo Forma 1 è necessario un ritorno al formalismo, con lo scopo di rompere davvero con le tradizioni.

Forma 1 vuole un’arte che sia comprensibile a tutti, ci si rifà quindi alle forme ed alla bellezza che esse portano dentro.

Grazie al movimento, si riscopre il piacere di osservare un’opera, dimenticando il peso delle interpretazioni psicologiche e delle sovrastrutture concettuali. In sintesi: «Ci interessa la forma del limone, non il limone.». Una trasformazione: forme della realtà oggettiva si tende così verso una realtà astratta.
Oggi può sembrarci un concetto scontato, ma provate per un attimo a immedesimarvi in chi, per oltre vent’anni, ha subito l’imposizione dell’arte fascista. Si tratta di una delle prime avanguardie in grado di fondere arte e Marxismo, non scordiamoci però che prima di essere politica l’arte ha un ruolo fondamentale nell’emancipazione dell’essere umano.

Carla Accardi è stata sicuramente la figura più influente del movimento. Attraverso l’utilizzo di colori accesi e dei tratti curvi, ma soprattutto grazie all’uso sapiente delle trasparenze ha anticipato di molto quello che negli anni ’60 sarà il dibattito su arte e spazio. Di seguito una delle sue opere più significative: Negativo – positivo, 1956.

Opera affascinante ed ipnotica ad esser profani si può quasi avanzare l’idea che somigli di molto a quello che noi oggi chiamiamo Q-Code.

Purtroppo questa avanguardia ebbe vita breve, ma ciò non toglie che segnò delle tappe importanti:

1947 – prima esposizione del gruppo è “Arte giovane italiana”, la mostra alla Galleria Nazionale di Praga, organizzata dal Fronte nazionale per la gioventù
1948 – mostra Arte astratta in Italia in via Sicilia, Roma;
1948 “Arte Oggi”, Palazzo Strozzi – Firenze, expo organizzata da astrattisti fiorentini.
1949 – Turcato, Consagra e Perilli, espongono alla galleria del ‘Secolo’.
1949 – Consagra espone alla mostra della collezione nel giardino di Peggy Guggenheim a Venezia.
1951 “Accardi e Sanfilippo”, Libreria Salto, Milano.

Bene. Detto questo vi saluto.

-Daniele

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