Ne avevamo bisogno? Forse sì.

-Tutto chiede salvezza- 2
Quando ho saputo che ci sarebbe stata una seconda stagione mi sono chiesta “ne avevamo davvero bisogno?”, ma andiamo per ordine. La prima stagione approda su Netflix nel 2022 ed è tratta dall’omonimo romanzo di Daniele Mancarelli. La storia, sulla carta, ha tutti gli elementi per funzionare ma questi elementi vengono combinati nel modo sbagliato. Il regista Francesco Bruni, a mio avviso, spreca una grande opportunità. Il tema delle malattie mentali è, ancora oggi, estremamente divisivo e controverso. Portare sul piccolo schermo il disagio psicologico non basta. La prima stagione non accorcia le distanze tra -malati di mente- e -sani di mente-, perché non è così che si divide il mondo. Il tentativo, fallito, di rompere uno stigma innesca una serie di cliché che sono assolutamente inutili.

I protagonisti sono Daniele e Nina, interpretati rispettivamente da Federico Cesari e Fotinì Peluso.
È proprio qui che si inceppa il meccanismo: abbiamo il brutto vizio di mettere la bellezza, e l’apparenza, dappertutto. Inevitabilmente lo spettatore viene attratto, e attirato, dalla storia d’amore (tossica) tra i due protagonisti. E non c’è più spazio per tutte le altre storie, non c’è spazio per i drammi irrisolti, per la sofferenza e per il caos. Il racconto è insipido e non rende affatto giustizia al trauma che può provocare un TSO (trattamento sanitario obbligatorio). Quella che ci viene somministrata è quindi una narrazione edulcorata e debole. Andrea Pennacchi, che interpreta Mario, è il personaggio di cui abbiamo realmente bisogno ma lo spazio a lui dedicato è troppo poco. Scompare perché “si avvicina troppo ad un uccellino” e diventa uno specchio in cui potersi riconoscere, diventa l’ago di una bilancia che fa fatica a sopportare anche il più piccolo dei pesi.

La seconda stagione ci riprova: Daniele è ancora tormentato (chi non lo è?) ma stavolta ha cambiato “fazione”: è un tirocinante proprio nel reparto di psichiatria che lo ha ospitato. La storia viene divisa in 5 episodi che diventano 5 settimane: questo è il tempo che Daniele ha per riprendersi in mano la propria vita e per dimostrare di essere un buon padre, perché nel frattempo Nina ha partorito e entrambi si ritrovano genitori senza sapere bene cosa fare e come fare. La seconda stagione ci riprova e questa volta ce la fa! Mi sono avvicinata al sequel con sospetto e con un fortissimo pregiudizio, ma ho dovuto ricredermi. Il cast è eccezionale. La prova attoriale di Drusilla Foer convince e vince. Interpreta Matilde: materna e matrigna, scomposta ed elegantissima. E poi c’è Lorenzo Renzi che finalmente riceve lo spazio che merita. Il suo personaggio è poetico e, a tratti, pauroso. Non è forse questa la chiave? La malattia mentale è una bestia, un mostro, una gabbia. Ma è esattamente in quel lato oscuro che ritroviamo la nostra vera essenza.

-Tutto chiede salvezza 2- è aspra, spiazzante e tesa.
Sogno e realtà si intrecciano in una combinazione finalmente sensata e giusta, i dialoghi vengono approfonditi e lo spettatore può finalmente toccare le ossa di tutti i personaggi. La malattia mentale è una condizione profonda e complessa che investe la collettività, e non va intesa come un problema individuale del singolo.
“Un reparto di psichiatria è una linea di confine che in realtà non esiste. Tra noi e loro c’è una sola differenza. Il caso.” Lo afferma il Dottor Mancino interpretato da Filippo Nigro. Nessuno è mai davvero al riparo dalla tempesta che è la vita, e la sanità mentale, o normalità se preferite, è un filo sottile che può facilmente spezzarsi da un momento all’altro. La vera salvezza è ritrovare quella -traccia di umanità- che ci abbandona nel momento stesso in cui puntiamo il dito verso -l’altro-, dimenticando che -GLI ALTRI SIAMO NOI-.
LA SCONOSCIUTA

![[Pluribus: l’AI-deologia della fine]](https://acumedellagrume.com/wp-content/uploads/2026/01/pluribus-finale.jpeg?w=1024)

![[Brainrot, IA e altre cose inutili. Un’altra idea di cultura]](https://acumedellagrume.com/wp-content/uploads/2025/11/maxresdefault.jpg?w=1024)

Lascia un commento