
-Supersex-, dopo due anni di attesa, è finalmente disponibile in streaming su Netflix. Scritta da Francesca Manieri e diretta da Matteo Rovere, Francesco Carrozzini e Francesca Mazzoleni. Sulla carta racconta l’ascesa del porno attore Rocco Siffredi, ma alla fine dei 7 episodi (scorrevoli e godibili) non sono sicura che racconti solo quello. Tutto ha inizio ad Ortona dove un giovane Rocco Tano scopre il fotoromanzo erotico interpretato da colui che diventerà il suo mentore, Gabriel Pontello. Come ogni biopic che si rispetti la narrazione parte dalla vita misera, triste e segnata dei Tano. Rocco comprende che a muovere il mondo non è l’amore ma il sesso, comprende che se vuole sganciarsi dalla realtà castrante di Ortona deve andare via. Ma tra comprendere e realizzare c’è una profonda differenza, e in mezzo sconfinato dolore: più di quanto ci saremmo mai aspettati.

Saul Nanni prima e Alessandro Borghi dopo interpretano, senza cedere al vizio dell’imitazione, la ricerca frenetica, e instancabile, della cosa più importante di tutte: l’identità. -Supersex- non ha la pretesa di voler insegnare nulla e forse, proprio per questo motivo, alla fine ci insegna qualcosa. “Fai prima a guardare un porno”, ha detto qualcuno ma questa serie non ha nulla a che fare con la pornografia. Ci sono moltissime scene di sesso, c’è la nudità prorompente tipica degli anni ottanta e novanta e c’è quella che Manieri, in un’intervista rilasciata al Corriere, ha definito “crisi del rapporto tra maschile e femminile”. E poi? E poi c’è il legame viscerale con una madre che ama tanto, e troppo ma mai abbastanza. C’è la perdita del fratello Claudio, c’è Parigi, Pigalle, i travestiti, il club per scambisti e poi c’è Tommaso: il fratello maggiore, interpretato da Adriano Giannini, a cui Rocco guarda con ammirazione all’inizio e pena alla fine. E poi?

E poi c’è Jasmine Trinca. Vi pare poco? Lei incarna Lucia che nella realtà non è mai esistita, ma che rappresenta la moltitudine di donne che Siffredi ha incontrato e con cui ha interagito. Come sarebbe questa storia senza Lucia? Probabilmente non esisterebbe alcuna storia senza di lei: Lucia è la scintilla, il fuoco, la passione e il desiderio, ma è anche la ragione, il pudore e la riservatezza. Lucia è la donna che Rocco Tano sognava da bambino e che Rocco Siffredi non incontrerà mai. -Supersex- ha, potenzialmente, tutte le carte in regola per essere la “serie perfetta” ma è come quella pietanza buonissima a cui manca, malauguratamente, un po’ di sale. La prova attoriale di Alessandro Borghi non basta, così come non bastano quella di Adriano Giannini e di Jasmine Trinca. Gli episodi contengono una retorica che non era necessaria, la fotografia è mediocre e il voiceover invadente. È una serie che strizza l’occhio al melodramma, tanto caro al cinema italiano. “Tu parli dell’amore, ma l’amore non lo sai che cos’è”. E ancora “Per quanto impari a fottere bene, la vita fotte sempre meglio di te”. Frasi ad effetto senza alcun effetto. Aforismi più o meno banali che, sono certa, ritroveremo schiacciati sui social tra un post e l’altro. Bocciata dunque? Per riuscire a dare la sufficienza a -Supersex- occorre guardare sotto, e non intendo sotto le lenzuola. C’è un sotto testo velato, una storia che fa da sfondo alla storia principale: c’è la narrazione di una dipendenza, l’incapacità di un uomo di digiunare dal sesso. Ecco, probabilmente la vera trasgressione sarebbe stata avere il coraggio di raccontare quella STORIA. Dobbiamo accontentarci di un prodotto estremamente commerciale, come la piattaforma che lo ospita. Rocco Siffredi è un uomo che ce l’ha fatta, un uomo che ha ottenuto esattamente ciò che voleva: fare del sesso il proprio mestiere. E quando ha incontrato donne gelose, possessive e svilenti è scappato.

-Supersex- ci consegna alcune indiscutibili verità: chi ama, davvero, ti lascia libero ANCHE di essere un porno attore, il porno è un lavoro estremamente faticoso e “Moana è ineffabile”.
LA SCONOSCIUTA

![[Pluribus: l’AI-deologia della fine]](https://acumedellagrume.com/wp-content/uploads/2026/01/pluribus-finale.jpeg?w=1024)

![[Brainrot, IA e altre cose inutili. Un’altra idea di cultura]](https://acumedellagrume.com/wp-content/uploads/2025/11/maxresdefault.jpg?w=1024)

Lascia un commento